Portieri si nasce o portieri si diventa?
Questo interrogativo  sorge quasi sempre spontaneo nel vedere un portiere di calcio mentre si tuffa per prendere un pallone apparentemente incurante delle conseguenze che avrà il suo impatto sul terreno.


Non è semplice riuscire a comprendere quale sia la molla che spinge un ragazzo a interpretare lo sport del calcio attraverso un ruolo decisamente anomalo rispetto a quello dei suoi compagni: un ruolo che se da un lato gli consente la maggiore libertà di azione (è infatti l’unico a potersi permettere di toccare la palla con le mani) al tempo stesso quasi lo costringe in una dimensione distacca dal resto della squadra nella quale peraltro vivere con l’onere di responsabilità di non potersi permettere di sbagliare.


Qualsivoglia motivazione possa spingere a questa scelta è indubbio che comunque questa coinvolgerà degli aspetti strettamente individuali il cui minimo comune denominatore è quello che un portiere deve innanzi tutto sentirsi dentro questo ruolo!


E quindi cominciamo col risponderci che “portiere si nasce”!



Ma anche se lo si nasce troppo spesso capita che mai lo si diventi davvero.


Più ancora che per gli altri ruoli, infatti, fra i giovani dilettanti la mancanza di un’adeguata preparazione impedisce spesso di far emergere tutto il potenziale dell’aspirante portiere.



Oggi più che ieri l’allenamento e il lavoro di affinamento tecnico rappresentano gli elementi decisivi per consentire ai ragazzi di apprendere correttamente il ruolo del portiere moderno.


E allora per rispondere compiutamente al nostro interrogativo di partenza potremmo concludere che se è pur vera la necessità di dover innanzi tutto nascere portieri è altrettanto importante essere consapevoli del fatto che “portieri si diventa” solo con un graduale lavoro di crescita tecnico-atletica.



Quantunque per anni l’Italia abbia avuto  un’importante tradizione in fatto di portieri di calcio, è sotto gli occhi di tutti come questa posizione di eccellenza sia oggi messa in forte discussione.


Il fattore limitante parrebbe cogliersi nel fatto che solo a certi livelli professionistici si è riusciti a mettere i giovani portieri in condizione di essere al passo con le metodologie più evolute di preparazione al pari di quanto è avvenuto per il resto delle componenti di una squadra, mentre nel mondo dilettantistico questa necessità di adeguare fin da giovani i futuri portieri alle esigenze del calcio moderno non quasi mai stata colta, forse perché poco percepita o forse perché ai loro preparatori non è mai stato richiesto l’abbandono dei vecchi metodi o quantomeno lo sforzo di rimetterli in discussione.

Sta di fatto che a livello dilettantistico le capacità acquisite dai giovani portieri sono di gran lunga inferiori a quelle dei loro coetanei preparati in modo professionale.

Se un certo differenziale in tal senso è logico che vi sia un po’ per tutti, nei confronti dei portieri questa discrepanza la si riscontra molto più ampia di quanto non si verifichi per gli altri ruoli.
Ben al di là dei mezzi fisici di cui ciascuno possa essere dotato, queste carenze comportano automaticamente l’impossibilità di raggiungere i livelli professionistici da parte di coloro che nelle giovanili non abbiano avuto l’opportunità di avere una formazione di base sufficientemente adeguata.

Portando questo discorso a livello nazionale ne consegue che la moltitudine dei giovani cresciuti nelle società dilettantistiche rappresenta un bacino privo di interesse per gli obiettivi delle squadre delle categorie maggiori e conseguentemente, di fatto, una restrizione consistente del numero di soggetti da cui sia possibile pescare il campione.



Rendendosi conto di questi fattori limitanti, a livello individuale alcuni (ma comunque  pochi) preparatori hanno cercato di migliorare il proprio bagaglio attingendo dagli autori di testi e di filmati specialistici. A livello nazionale si stanno ultimamente registrando dei movimenti spontanei che si propongono di cercare una soluzione che passa attraverso la condivisione diretta delle esperienze dei professionisti.

Ma per fare un passo che vada oltre l’estemporaneità occorre che vi sia anche un’elaborazione teorica autorevole a cui poter fare riferimento per improntare una sorta di scuola di riferimento.

Il lavoro iniziato dallo staff di Portieri si diventa è frutto di questo filone di impegno comune caratterizzato dalla progressiva crescita dei preparatori che hanno inteso superare le esperienze di gioco individuali attingendo così in varia misura da approfondimenti fatti su testi specialistici, da partecipazioni a compus professionistici e da partecipazioni a stages e a corsi formativi.



Attraverso l’adesione al protocollo organizzativo sviluppato dal Prof. Carmelo Lovecchio in diverse zone d’Italia, Portieri si diventa è da ultimo a sua volta arrivato a essere un soggetto organizzatore di stages formativi rivolti ai giovani portieri dilettanti o ai loro preparatori.



Portieri si diventa nasce infatti prima di tutto con lo scopo di offrire un’opportunità di crescita tecnico-atletica per tutti gli aspiranti portieri che non hanno la fortuna di appartenere a un settore giovanile professionistico.


Portieri si diventa è perciò una realtà trasversale e indipendente dalle società calcistiche tradizionali. Non dispone di propri giocatori tesserati, e si pone invece al servizio di tutti (dei singoli ragazzi o anche delle squadre) per riuscire a offrire il miglior contributo di esperienze direttamente colte dal mondo professionistico col solo fine di farsi promotore di un ammodernamento dei metodi di allenamento anche a livello dilettantistico.
 

 

 

"Portieri si diventa aderisce alle linee guida di “Portieridicalcio”, un’associazione formata da preparatori professionisti e docenti di Scienze Motorie, che promuove la costituzione di “scuoleportieri”. seguendo una metodologia fondata su basi scientifiche collaudate.

Con un seguito di oltre 1000 preparatori formati con i corsi organizzati negli anni recenti, “Portieridicalcio” ha costruito una base diffusa a livello nazionale che ha permesso la promozione di "SCUOLAPORTIERIDICALCIO". Un’iniziativa che si avvale di un marchio di qualità e professionalità alla quale le siocietà sportive possono aderire conformandosi ai principi organizzativi sotto elencati:


· Formazione preparatori: i preparatori delle varie scuole presenti sul territorio devono a loro volta essere stati abilitati attraversi i corsi promossi da “Portieridicalcio” e devono impegnarsi a rispettarne le linee guida.


· Programmazione degli allenamenti: la stesura di programmi deve ogni anno adeguarsi alle indicazioni di mezzi, metodi, obiettivi distinti per fasce d’età



· Visione e valutazione periodica del lavoro: “Portieridi calcio” supervisiona periodicamente le scuole con i propri tecnici di staff che eseguono delle sessioni di valutazione sul campo circa l’operato dei preparatori locali.


· Visione e valutazione periodica degli atleti: ananlogamente al punto precedente sono eseguite delle sessioni di valutazione in campo sugli atleti delle scuole portieri, anche con la visione di osservatori professionisti.


· Aggiornamenti: l’organizzazione di uno stage annuale, supportato da materiale formativo ( libri, dvd, software) costituisce il fulcro per l’aggiornamento dei preparatori, oltre che un essenziale momento di confronto


Ma oltre a quanto promosso da “Portieridicalcio”, Portieri si diventa intende altresì prendersi cura dell’aspetto per nulla secondario che coinvolge la sfera psicologica ed emotiva connessa al ruolo del portiere.


A livello professionistico le società migliori hanno infatti nel loro staff degli specialisti in tal senso. Portieri si diventa trova invece collaborazione in tal senso dalle esperienze facenti capo a vincerelapaura.it


METODI DI ALLENAMENTO




Dal punto di vista tecnico e atletico Portieri si diventa fonda le proprie attività oltre che sulle linee guida di “Portieridicalcio”.


Si tratta di metodologie raccolte da numerosi confronti di quanto praticato nelle società professionistiche che hanno visto le migliore crescite dei loro vivai calcistici.
Metodologie ricondotte a precisi filoni di studio e di elaborazione scientifica che tengono conto di una complessità di fattori che vanno da:


- l’opportuna definizione degli obiettivi generali da perseguire in base all’età dei ragazzi e al loro sviluppo;


- l’elaborazione di programmi di lavoro annuali declinati in serie coerenti di mesocicli e di microcicli di allenamento;


- l’esecuzione di sedute di allenamento fondate su esercizi volti allo stimolo contemporaneo di più capacità attraverso l’opportuno abbinamento di gesti tecnici e atletici;


- la grande attenzione posta agli aspetti collegati alle capacità coordinatorie e ai principi della psicocinetica.



 

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